Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.
Sappiamo che la Sanità Pubblica Italiana non se la passa bene e in special modo quella della Regione Piemonte che, ad oggi, si trova in una situazione debitoria disastrosa, equivalente a circa 2650 milioni di euro.
Sembra, inoltre, che questo debito si generi per un circolo vizioso che s’innesca nel momento in cui la Regione vanta crediti nei confronti dello Stato, le Aziende Sanitarie vantano altrettanti crediti nei confronti della Regione non riuscendo più a tenere i propri conti in ordine.
Così, per offrire un servizio sanitario efficiente o quasi, le ASL sono costrette a farsi prestare denaro dalle banche, sul quale pagano gli interessi, autoalimentando una condizione di affanno di liquidità, in modo inesorabile.
Oltretutto la corda dei debiti/crediti, strozza il rapporto tra enti locali e territoriali: il Comune di Torino è in credito nei confronti della Regione Piemonte di quasi 1mld di euro.
Il cerchio si completa con il fallimento dei fornitori e dei subfornitori, in una cascata di chiusure di impresa causate dal ritardo dei pagamenti della PA oltre i famosi 60gg… ormai diventati anni.
Quale sarebbe, secondo la Giunta COTA, la soluzione più appropriata a questa emergenza?
(continua...)